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1303 LA PAURA HA INIZIO
€6.99
GENERE:
ATTORI:
REGISTA:
Disponibile dal 20/11/2014
TRAMA:
La giovane Janet si trova un appartamento perche' intende vivere da sola. La sorella maggiore Lara la sgrida perche' - dimostrando scarsa lungimiranza - ha preso il primo che le hanno mostrato solo perche' le piaceva. La mamma Maddie invece e' seccata perche' le figlie non non le hanno detto niente. Cio' non e' strano: infatti Maddie - che fa la cantante ma ha i suoi momenti migliori ben alle spalle - e' alcolizzata ed e' proprio il suo comportamento scombinato ad aver spinto Janet a scegliere di rendersi indipendente. Nonostante non manchino elementi di inquietudine nel palazzo e nel circondario Janet e' entusiasta della casa nuova l'appartamento 1303. Ma una strana ragazzina che abita accanto le dice che una giovane di nome Jennifer - che abitava proprio nell'appartamento 1303 - si era anni prima buttata dal balcone morendo sul colpo. Inoltre il lubrico custode le chiede a bruciapelo di mostrargli le tette: nel caso avesse problemi con l'affitto sostiene l'uomo potrebbero mettersi senz'altro d'accordo. Comprensibilmente a Janet le cose non sembrano piu' cosi' brillanti. Spaventata chiama il suo fidanzato Mark che pero' ha altro da fare. Va a letto ma nell'appartamento c'e' una presenza che non tarda a manifestarsi in modo spaventoso.Remake di Apartment 1303 un horror giapponese di medio livello diretto da Ataru Oikawa nel 2007 ne mantiene la struttura narrativa principale colorando pero' in modo piu' intenso e probabilmente eccessivo i personaggi principali e le loro relazioni. La cosa divertente e' che in questo caso e' la mamma cantante a essere sregolata mentre le figlie le rinfacciano la vita dissoluta da drogata e alcolizzata. Quindi - con curioso ribaltamento dei ruoli - la mamma e' scapestrata e le figlie sono benpensanti e mirano a una vita borghese e tranquilla. Ma se questo puo' essere momentaneamente interessante alla lunga trivializza la storia e le toglie quel tanto di mistero che nell'originale rendeva relativamente inquietanti e suggestivi gli snodi iniziali.Taverna cerca di complicare le cose con qualche strana apparizione qualche spavento improvviso e un sacco di dialoghi preoccupati ma in realta' non va oltre il consueto armamentario delle case infestate da spettri con un passato terribile da vendicare o perpetuare. Il ritmo e' letargico rotto soltanto da qualche momento di routine spettrale. Le spiegazioni si susseguono alternate senza molto costrutto alle discussioni agitate tra i protagonisti. Il personaggio di Rebecca De Mornay poteva essere singolare nel contesto ma resta sostanzialmente irrisolto e l'attrice va selvaggiamente sopra le righe per cercare di renderlo incisivo ottenendo l'esatto contrario. Il contrastato rapporto madre-figlia aveva le potenzialita' per fornire alla storia un adeguato spessore psicologico ma il modo in cui questo rapporto e' stato raffigurato fa pensare a un malsano intreccio tra una soap-opera deviata e un'imitazione-parodia dei melodrammi di Tennessee Williams. Insomma la noiosa banalizzazione degli eccessi.Il resto del cast non brilla ma e' mal servito da una sceneggiatura poco ispirata: solo John Diehl nel ruolo di un detective che non ci capisce molto offre una prova solida e adeguata. La presenza spettrale non ha nulla del fascino inquieto e malato degli spettri giapponesi. Figurativamente il film e' piatto - nonostante il 3D - e non trova mai le giuste suggestioni visuali. La soluzione finale e' fiacca come tutto il resto. Solo per onnivori dell'orrore.
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